Io amo la birra. Amo berne una prima di cena, dopo una lunga giornata di lavoro, quando mio marito non è ancora tornato a casa e la bambina gioca tranquilla. Ma amo berla anche in compagnia, di mio marito ovviamente, ma anche degli amici, magari davanti ad una buona pizza oppure ad un piatto della tradizione toscana. Sì, io amo la birra, specialmente quella artigianale, non pastorizzata, che è genuina e naturale, ma che soprattutto ha un sapore inconfondibile, il sapore delle cose fatte con il cuore. Di birrifici artigianali ne sono nati nel corso degli ultimi anni innumerevoli su tutto il territorio italiano, anche in Toscana, anche nella provincia di Pisa. E devo ammettere che ognuno ha la sua personalità, il suo modo speciale di produrre birra, la sua unicità. C’è un birrificio artigianale in particolare però che ha colpito la mia attenzione, l’Opificio Birrario di Crespina.

Ha colpito la mia attenzione perché questo birrificio, sì, che produce una birra fatta davvero con il cuore. Pensate che è stato fondato da tre amici che hanno sperimentato la produzione casalinga della birra per anni. Non si tratta quindi di un’attività che nasce solo ed esclusivamente per fare soldi, per avere successo, ma si tratta di una realtà portata avanti con amore, con passione.

Ma l’Opificio Birrario ha un altro asso nella manica, un’altra caratteristica che ha destato subito il mio interesse. Si tratta infatti di un birrificio agricolo. L’Opificio Birrario produce quindi direttamente nei campi di sua proprietà, adiacenti alla birreria, i cereali necessari per la realizzazione delle sue birre. Attualmente i cereali utilizzati per la realizzazione delle le due varietà di birra Noctua e Brama sono al 70% derivanti proprio da questa coltivazione. Per le varietà Odiosa e Glaux, la percentuale è del 60%. Si tratta di percentuali elevate, ma la mission di Opificio Birrario è di riuscire nel corso del tempo a realizzare le sue birre solo ed esclusivamente con ingredienti autoprodotti, senza doverli acquistare quindi da un fornitore esterno, così da poter realizzare una birra davvero a km 0, capace di esprimere al meglio il territorio toscano su cui viene prodotta. L’Opificio Birrario ha deciso, proprio in questa ottica, di dare il via anche all’autoproduzione del luppolo. Il luppoleto si sta ampliando in modo sempre più intenso, tanto che la speranza è di riuscire ad ottenere nel corso di questo 2018 la quantità di luppolo necessaria per tutte le birre.

L’ultima arrivata è la birra Demetra. Nata come birra stagionale, oggi la birra Demetra è disponibile tutto l’anno ed è realizzata interamente con il luppolo e i cereali prodotti nei campi dell’Opificio Birrario. Una piccola curiosità: sull’etichetta di Demetra troverete l’indicazione dell’anno in cui il luppolo e l’orzo sono stati raccolti, una piccola informazione in più che consente al consumatore finale di scoprire tutto, ma proprio tutto, quello che c’è da sapere sulla birra che sta per degustare. Che cosa state aspettando allora? Non vi resta che assaggiarla!

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